Queste ricerche nascono dall’analisi di contesti economici e istituzionali complessi, con l’obiettivo di offrire chiavi di lettura utili alla comprensione dei fenomeni e al supporto delle decisioni. Nei contesti decisionali contemporanei, la crescente disponibilità di dati e informazioni non si traduce automaticamente in decisioni migliori. Al contrario, tende spesso a generare incertezza, interpretazioni divergenti e difficoltà nel definire priorità. Le attività di studio e ricerca rispondono a questa esigenza: non aggiungere ulteriori contenuti, ma costruire interpretazioni. Analizzare un mercato o un settore significa comprendere le dinamiche che lo attraversano, distinguere ciò che è strutturale da ciò che è contingente e rendere esplicite le implicazioni per chi deve decidere. In questo senso, la ricerca non è un’attività separata dall’impresa, ma uno strumento operativo: serve a ridurre l’incertezza, migliorare la qualità delle scelte e orientare l’azione in contesti complessi, in particolare quando le decisioni devono essere prese in condizioni di incertezza elevata.
La capacità delle imprese di affrontare il cambiamento (Sondaggio) | Primavera 2026
Negli ultimi anni il cambiamento è divenuto una condizione permanente dell’attività d’impresa. Trasformazione digitale, intelligenza artificiale, transizione energetica, instabilità geopolitica, nuovi modelli di consumo e crescente difficoltà nel reperire competenze stanno modificando il contesto competitivo con una rapidità senza precedenti. Ma quanto sono realmente preparate le organizzazioni ad affrontare questo scenario? Per rispondere a questa domanda Zhu+Rich Sagl ha condotto, nella primavera del 2026, un sondaggio rivolto alle organizzazioni della Svizzera italiana, con l’obiettivo di comprendere come imprenditori e manager percepiscono il cambiamento, quali ritengono saranno le principali sfide dei prossimi anni e su quali competenze intendono investire.
Le preoccupazioni delle imprese (Sondaggio) | Inverno 2025
Il sondaggio condotto tra le imprese del Cantone Ticino e del Grigioni italiano evidenzia un contesto caratterizzato da una crescente preoccupazione esercitata dalla pressione sui costi percepita come quasi insostenibile. L’aumento generalizzato delle spese aziendali emerge come principale criticità, riflettendo una forte sensibilità a inflazione, rincari operativi e compressione dei margini. Seguono la pressione fiscale e la complessità amministrativa, insieme alle difficoltà nel reperire personale qualificato. Ne risulta un quadro in cui vincoli economici, regolatori e di mercato del lavoro si combinano, incidendo in modo diretto sulla capacità delle imprese di pianificare e sostenere lo sviluppo.
La mancanza di personale qualificato (Sondaggio) | Estate 2025
Il sondaggio 2025 evidenzia che l’84,6% delle imprese nel Cantone Ticino e nel Grigioni italiano fatica a trovare personale qualificato. Il fenomeno colpisce soprattutto micro e medie imprese nei settori commercio, sanità, agricoltura e ristorazione, con criticità accentuate nelle aree periferiche, cioè lontane dai principali assi viari. Le difficoltà riguardano sia funzioni operative, in particolare legate alla produzione e al contatto con il cliente, sia competenze trasversali come la capacità di motivare. Le cause sono riconducibili a fattori demografici, limiti del sistema formativo e condizioni di lavoro poco attrattive. Ne emerge un problema strutturale che richiede interventi coordinati su formazione, organizzazione del lavoro e accesso a competenze qualificate.
Norvegia e Unione europea | Primavera 2025
La Norvegia, pur non essendo membro dell’Unione europea, è profondamente integrata con essa. I nuovi scenari geopolitici rendono però più complesso sostenere l’attuale equilibrio, poiché il paese scandinavo esporta prevalentemente verso l’Europa, in particolare energia, mentre orienta i propri investimenti verso gli Stati Uniti. Questa doppia linea appare sempre più difficile da mantenere. Bruxelles spinge per una maggiore convergenza su energia e regolazione, mentre il dibattito interno all’opinione pubblica norvegese resta diviso. In un contesto instabile, l’Unione europea emerge per Oslo non solo come mercato, ma come riferimento strategico e potenziale fattore di sicurezza nel medio-lungo periodo.
L’energia nucleare svizzera | Autunno 2024
Il dibattito sul futuro dell’energia nucleare in Svizzera si colloca all’interno di una tensione più ampia tra sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e accettabilità politica. L’uscita programmata dal nucleare, definita in un contesto storico diverso, viene oggi messa alla prova da nuove condizioni geopolitiche e da una crescente domanda di stabilità nella produzione energetica. L’analisi mette in luce come le scelte in materia energetica non possano essere ricondotte a una dimensione esclusivamente tecnica: implicano trade-off politici, economici e sociali. In questo quadro, la questione nucleare diventa un caso emblematico della difficoltà di conciliare obiettivi di lungo periodo con vincoli immediati.







