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Gender Balance Index 2025

Secondo il «Gender Balance Index 2025» pubblicato dall’Official Monetary and Financial Institutions Forum (OMFIF) – un centro studi indipendente che si occupa di banche centrali, banche commerciali, fondi sovrani e fondi pensione pubblici – il percorso verso la parità di genere nelle istituzioni finanziarie mostra sia sviluppi incoraggianti sia uno stallo preoccupante.

Per la prima volta, tre istituzioni raggiungono il massimo punteggio di 100, ovvero il Banco Central de Chile, l’Ontario Teachers’ Pension Plan e il Norges Bank Investment Management, rispettivamente una banca centrale, un fondo pensione pubblico e un fondo sovrano, un risultato che, sebbene rappresenti una pietra miliare degna di essere celebrata, solleva interrogativi, dato che meno dell’1% delle istituzioni raggiunge il massimo punteggio, per l’esattezza tre istituzioni su 326, di cui 200 banche centrali, 50 banche commerciali, 50 fondi sovrani e 50 fondi pensione pubblici.

La quota di donne in posizione apicale è salita al massimo storico del 16%, anche se si tratta solo di pochi punti decimali in più rispetto al 2024, mentre in posizioni di dirigenza (C-level) o in posizioni di vicegovernatore è aumentata dal 26% al 28%, ma ancora al di sotto della soglia del 30%, un limite considerato un cruciale spartiacque, ma ritenuto ampiamente valicabile. Complessivamente il personale senior femminile è al 32%, solo un punto percentuale in più rispetto allo scorso anno.

Per quanto concerne le banche centrali, la presenza femminile nelle posizioni dirigenziali è ferma al 30% dal 2021, segno di un evidente stallo, mentre l’indice mostra che i progressi significativi sono trainati soprattutto da cambiamenti nelle posizioni di vicegovernatore e di dirigente di dipartimento.

La Banca nazionale svizzera non splende collocandosi appena al 77° posto, sebbene guadagni trentuno posizioni rispetto all’anno scorso.

Nelle banche commerciali la quota di donne nei ruoli dirigenziali è aumentata al 19% dal 15%, ma quasi la metà delle banche commerciali incluse nell’indice non ha alcuna donna nel proprio gruppo dirigenziale.

La prima banca svizzera nella classifica è UBS, che si posiziona al 29° posto, dietro diverse banche tedesche, francesi e italiane.

Interessante è il caso dei fondi sovrani, dove oltre il 25% ha un punteggio superiore a 70.

In Svizzera non esistono fondi sovrani.

I fondi pensione sono la maglia nera delle quattro categorie di istituzioni finanziarie, poiché la quota di donne in ruoli dirigenziali è scesa al 28% rispetto al 31% del 2024.

Tra i fondi pensioni svizzeri si trova al 21° posto la Cassa pensioni della Confederazione PUBLICA.

I recenti cambiamenti politici negli Stati Uniti e il ridimensionamento di iniziative legate alle politiche di diversità, equità e inclusione adottate da istituzioni che seguono le indicazioni del nuovo presidente degli Stati Uniti mettono a rischio i risultati ottenuti finora, nella convinzione però che le banche europee rimangano ferme ai propri valori fondanti.