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Programmi di ricerca Svizzera-Unione europea 

Nella prima metà di aprile, il Consiglio federale ha approvato l’accordo sui programmi dell’Unione europea che finanziano la promozione della ricerca, dell’innovazione, dell’istruzione, della formazione professionale, della gioventù, dello sport, della cultura e altro ancora, ai quali possono partecipare, a determinate condizioni, anche Stati non membri dell’Unione europea, come la Svizzera.

In realtà, la Svizzera era già parte dei programmi di sviluppo dell’Unione europea – come per esempio Orizzonte Europa, Euratom, ITER, Europa Digitale, Erasmus+, EU4Health – ma il mancato accordo istituzionale del 2021 aveva portato la Svizzera fuori dai programmi.

Ora la Svizzera ha di nuovo l’opportunità di partecipare pienamente ai programmi dell’Unione europea dal 1° gennaio 2025, poiché l’accordo ha effetto retroattivo, sempreché il pacchetto degli accordi bilaterali tra Unione europea e Svizzera negoziati a fine 2024 e parafati il 2 aprile scorso a Bruxelles siano ratificati dall’Assemblea federale e sempreché non emergano referendum che blocchino l’applicazione degli accordi.

La sottoscrizione dell’accordo alla partecipazione ai programmi di ricerca e sviluppo dell’Unione europea è prevista a Berna nel maggio prossimo, e a partire da quella data la Svizzera entra in un regime transitorio che durerà fino alla ratifica degli accordi bilaterali o al massimo fino al 31 dicembre 2028.

I programmi di promozione dell’Unione europea sono tra i più rinomati al mondo per quanto concerne l’istruzione, la ricerca e l’innovazione.

Per esempio, il programma di ricerca Euratom verte su diversi aspetti dell’energia nucleare come la sicurezza, la protezione, le scorie radioattive, la gestione del combustibile esaurito, la radioprotezione e l’energia di fusione, oppure il programma di ricerca ITER che si propone di realizzare un reattore a fusione nucleare di tipo sperimentale in grado di produrre un plasma di fusione con più potenza rispetto alla potenza elettrica richiesta all’intero impianto per riscaldare il plasma stesso secondo il medesimo principio che alimenta il sole e le stelle con l’obiettivo di sviluppare una fonte di energia sicura, illimitata e rispettosa dell’ambiente, nel quale programma l’Unione europea sostiene quasi la metà dei costi di costruzione, mentre il resto è diviso in parti uguali tra Cina, Giappone, India, Repubblica di Corea, Federazione russa e Stati Uniti.

La partecipazione della Svizzera ai programmi di ricerca e innovazione dell’Unione europea ha una tradizione lunga data e da decenni la Svizzera fornisce il proprio contributo ai risultati ottenuti dal completamento dei progetti inclusi nei programmi.

La Svizzera beneficia direttamente della partecipazione ai programmi dell’Unione europea sia come polo di formazione e ricerca sia indirettamente come piazza economica, ma anche, e forse soprattutto, come nuovi cittadini e cittadine capaci di coabitare nel medesimo continente e capaci di affrontare le sfide di un destino futuro diverso ma comune.

foto in alto a sinistra: modello sperimentale di reattore termonucleare realizzato dal programma ITER (foto: Wikimedia.org)