Zhu+Rich Sagl

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BYD alla conquista del mondo

Fino a non pochi anni fa, nelle automobili, le cinture di sicurezza erano facoltative. Anche gli airbag erano un «optional» e comunque riservati solo ai modelli di fascia alta. Ora, nessuno, o quasi nessuno, acquisterebbe, o anche guiderebbe, un’automobile sprovvista di cinture di sicurezza oppure di airbag, indipendentemente dagli obblighi del codice della circolazione stradale.

La sicurezza, dunque, un tempo caratteristica del segmento premium, è diventata una necessità, uno standard al quale le case automobilistiche non possono più associare un prezzo extra a seconda del reddito dell’acquirente.

Quanto è avvenuto negli ultimi decenni per la sicurezza, potrebbe avvenire per la guida autonoma del veicolo, sotto la spinta di «Build Your Dream», meglio nota come BYD, la più grande azienda al mondo per la produzione di automobili elettriche alimentate con batterie agli ioni di litio, la quale sta dotando i propri veicoli delle necessarie tecnologie non più come optional ma come elemento di serie.

È notizia di questi giorni che le vendite annuali di BYD hanno superato i 100 miliardi di dollari, battendo la rivale Tesla del bizzarro Musk, la quale non ha ancora oltrepassato questa soglia di ricavi, anzi, i dati indicano un forte arretramento delle vendite.

Più precisamente, i ricavi sono aumentati del 29% lo scorso anno 107 miliardi di dollari con un utile netto di 5,5 miliardi di dollari, in aumento del 34% rispetto a un anno fa, superando le più rosse aspettative degli analisti economico-finanziari.

A differenza della rivale statunitense Tesla, che vende solo veicoli completamente elettrici, che ha registrato un fatturato di appena 98 miliardi di dollari, BYD ha beneficiato invece della ripresa della domanda di veicoli ibridi, dei quali è il principale produttore al mondo.

Oltre a incorporare nei propri autoveicoli di serie le tecnologie di assistenza alla guida, BYD ha promesso che a partire da aprile i suoi veicoli saranno dotati di batterie ricaricabili in meno di cinque minuti, ovvero il medesimo tempo materiale per caricare il serbatoio di un’auto elettrica alimentata con un motore a combustione interna, che sia a benzina oppure diesel, dunque elementi non opzionali e con costi aggiuntivi, ma standard. Tesla, per esempio, negli Stati Uniti addebita 8.000 dollari per il suo software di assistenza alla guida o in alternativa un abbonamento a 99 dollari al mese.

Se prima la strategia di prezzo di BYD era orientata allo sviluppo di quote di mercato («price-for-volume») ora, dopo avere acquisto un vantaggio competitivo di tipo tecnologico sui propri rivali, BYD probabilmente è in grado di proporre prezzi di vendita più alti, ma comunque inferiori alla concorrenza, a fronte di un’offerta tecnologica superiore («price-for-technology»).

La storia suggerisce che una volta che una tecnologia è diventata indispensabile, il «premium price» scompare, proprio come per le vecchie cinture di sicurezza.

BYD si accinge a conquistare il mondo per prezzo e per tecnologie.

foto in alto a sinistra: auto elettrica in ricarica (particolare), archivio Zhu+Rich Sagl